Festival Arte Fede

Il Programma 2008

“Angelo Branduardi in Concerto”

presenta Pino Strabioli

“La musica, come la conosciamo noi in Occidente, oggi è come il rumore del traffico: ci accorgiamo che esiste solo quando smette. Eppure, decine di migliaia di anni fa, quando la musica è nata, era strettamente legata alla spiritualità. I primi musicisti erano sciamani. Persone elette capaci di comunicare «col sopra». In parte, lo sono ancora adesso. Anche se le culture hanno avuto sviluppi musicali diversissimi. Nessuno, per esempio, in Africa va a sentire una «Messa da requiem» se non c’è un morto. Per loro - e per tante altre culture extraeuropee - la musica è strettamente legata alla quotidianità. Ne è un’espressione profonda. Non "solo" compagnia o divertimento. E neppure "solo" arte. Anzi: in particolare, la musica sacra europea ha toccato vette altissime, che hanno travalicato i confini umani. Per questo io non ho dubbi: la musica sacra è la più bella musica che ci sia mai stata in Occidente. Peccato che oggi solo Arvo Pärt riesca a dire cose ancora straordinarie con la musica sacra. Non sono pessimista, ma realista. Al punto da credere che perfino la cosiddetta musica leggera, che ormai è diventata un rumore ripetitivo, abbia in sé una potenza enorme. Se solo non si limitasse a cercare il facile consenso radiofonico potrebbe essere espressione viva della nostra vita reale e persino trascendere il quotidiano. Nel nostro tempo, invece, sembra che i musicisti «sciamani», capaci di comunicare col trascendente, non riescano più ad elevare l’anima.

fonte “Avvenire” del 26.03.2006

” Il nuovo millennio ha rappresentato per Angelo Branduardi l’inizio di un periodo creativo molto intenso e proficuo che gli ha permesso, di essere presente in maniera più che mai viva e vitale sulla scena artistica nazionale ed internazionale. Il progetto dell’ “Infinitamente Piccolo”, nato in occasione del Giubileo dal desiderio dei Francescani di celebrare la figura di San Francesco d’Assisi, dopo l’iniziale uscita dell’album (disco d’oro e doppio platino solo per quanto riguarda il mercato italiano), si è sviluppato nel “Concerto” nel quale, a modo di oratorio, Branduardi racconta Francesco ed in seguito nella “Lauda”. Con la “Lauda di Francesco” Angelo Branduardi, riallacciandosi alle sacre rappresentazioni del XIII secolo, si è inventato un nuovo modo di fare spettacolo presentandosi, nella veste del trovatore, a guidare una compagnia di musicisti, attori e ballerini. Il concerto dell’ ”Infinitamente Piccolo” e la sua rappresentazione teatrale ,” La Lauda di Francesco” hanno avuto circa 300 repliche in Italia ed in Europa: eccezionale l’evento del 2000 a Tor Vergata alla presenza di Papa Giovanni Paolo II e di centinaia di migliaia di giovani provenienti da ogni parte del mondo. Un incontro singolare, quello tra Angelo Branduardi e Francesco d’Assisi: il cantautore più “medievale” della canzone italiana e il santo più “moderno” del medioevo. “Chiariamo subito una cosa: l’idea di questo album non è stata mia. Sei anni fa sono venuti da me due frati francescani, chiedendomi di scrivere un album basato sulle Fonti Francescane. In realtà inizialmente non ho accettato. Innanzitutto perché non mi piaceva l’idea di un progetto simile. La Chiesa ha espresso per 500 anni la musica più sublime che sia stata scritta, e oggi tutto è ridotto ad una ‘messa beat’ che, francamente, non mi piace proprio. Per fortuna che adesso c’è Ratzinger, che ama Bach”. Come l’hanno convinta i frati ad accettare? “Io ho detto: perché venite a chiedere una cosa simile a me, che sono un grande peccatore (come tutti, d’altra parte)? E loro: vedi, Dio per le grandi opere, sceglie sempre gli uomini peggiori! Così mi hanno convinto”. Perché ha scelto di chiamare l’album “L’infinitamente piccolo”? “L’Infinitamente piccolo è un’intuizione che è stata attribuita a Francesco da molti, e anche da me, dopo che ho letto tutte le fonti. Se lei prende un pezzo di carta e lo divide a metà e poi ancora a metà e poi ancora metà, in teoria lei non finirà mai di ottenere pezzi sempre più piccoli. E’ una teoria rivoluzionaria, che sbaraglia il campo da ogni possibile coinvolgimento e convincimento diverso. L’infinito non è più fuori da noi, ma è dentro di noi. Non esplode, ma implode. Il mondo, il cosmo, l’eternità sono dentro di noi. Questa è una rivoluzione totale immaginata ottocento anni fa, che poi nel Novecento incredibilmente diventa la base della fisica quantistica”.

di Arnaldo Casali

18 Maggio, Duomo di Orvieto

“Il Tempo di Dio, Quotidiano dell’Uomo”

Mostra di Icone della Scuola di Seriate

Mostra di 80 opere realizzate dalla Scuola di Seriate, fraternità di iconografi che si è formata sotto la guida di maestri di livello internazionale e opera da ormai quasi trent’anni. La mostra propone un percorso che costituisce al tempo stesso sia una traccia alla meditazione sugli eventi della vita di Gesù che hanno segnato e reso visibile il progetto di Dio per la redenzione dell’uomo, sia un itinerario storico attraverso forme e tipologie assunte dall’icona in diverse aree geografiche e contesti culturali. Oriente e Occidente si compenetrano come due sponde uniche nella loro irripetibilità, ma complementari, dell’unico alveo in cui scorre nei secoli la tradizione cristiana.

10 - 25 Maggio, Palazzo dei Sette

Gordon College Wind Ensemble

“Gran Concerto per Corpus Domini”

Iª parte “Musica liturgica contemporanea per orchestra” - Martin Mailman
IIª parte “La Divina Commedia”- Robert W. Smith - Voce narrante Gianluca Foresi
IIIª parte “Variazioni su Maria” - Carol Barnett

La Gordon College Wind Ensemble è la più grande orchestra dell’Università di Gordon (Usa). L’Ensemble propone un repertorio variegato che spazia dalle composizioni classiche per fiati, alle marce, fino alle trascrizioni per orchestra e alla musica sacra. Il Dott. David Rox, direttore d’orchestra, è il fondatore e direttore della Gordon Colleg Wind Ensemble.

22 Maggio, Duomo di Orvieto

“E uscì a seminare - Gesù e le sue parabole”

Spettacolo di burattini e attore per adulti e bambini

Gesù ha inventato le parabole per chiarire il suo messaggio, soprattutto ai “piccoli”, ma ha anche precisato che il suo discorso in parabole può essere un modo per nascondere il mistero del regno ai superbi. “Le parabole costituiscono senza dubbio il cuore della predicazione di Gesù. Al di là del mutare delle civiltà, esse ci toccano ogni volta di nuovo per la loro freschezza e umanità. Nelle parabole sentiamo immediatamente la vicinanza a Gesù, al modo in cui visse e insegnò, ma allo stesso tempo succede anche a noi quello che succedeva ai contemporanei di Gesù e ai suoi stessi discepoli: dobbiamo sempre di nuovo chiedergli che cosa ci vuole dire con ognuna delle parabole. Con le parabole Gesù getta un “ponte” tra la nostra realtà e quella più lontana di Dio. Egli ci mostra Dio, non un Dio astratto, ma il Dio che agisce, che entra nella nostra vita e ci vuole prendere per mano. Ci trasmette una conoscenza impegnativa, che non ci porta solo e anzitutto nuove cognizioni, ma cambia la nostra vita. È una conoscenza che ci reca un dono: Dio è in cammino verso di noi. Ma è anche una conoscenza che ci chiede qualcosa: credi e lasciati guidare dalla fede.”

(Benedetto XVI, Gesù di Nazareth)

23 Maggio, Chiesa di San Giovenale - 24 Maggio, Atrio Palazzo dei Sette
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